Theodore Walter “Sonny“ Rollins (1930-2026) già a fine anni ’40 si imponeva come voce autorevole di sassofonista tenore (capace di coniugare il timbro robusto dell’amato Coleman Hawkins con la lezione bop di Charlie Parker), compositore originale, e inesauribile improvvisatore: il filo rosso che lo accompagnerà per mezzo secolo di attività in cui incise una lunga lista di album, compreso quel capolavoro intitolato “Saxophone Colossus”, titolo trasformatosi in un epiteto che gli resterà affibbiato per tutta la lunga vita.

Sonny Rollins

Nato e cresciuto a New York, Rollins ha iniziato a suonare il sassofono tenore da adolescente. Durante le prime esperienze di rilievo al fianco di Miles Davis nei primi anni '50, Rollins ha iniziato a comporre brani propri, molti dei quali sono diventati standard, tra cui "Doxy", "Oleo" e, più tardi "St. Thomas", un calypso in omaggio alle origini caraibiche di sua madre che apparirà in apertura dell'album-capolavoro Saxophone Colossus, il cui il titolo diventerà il suo soprannome per tutto l'arco della lunghissima carriera. Con un suono unico che passa con disinvoltura dall'esplosione potente (ha sempre dichiarato la sua ammirazione per Coleman Hawkins) al sussurro delicato, unito ad un marcato  senso dell'umorismo, Rollins è stato sia un grande solitario che un punto di riferimento nella costante evoluzione del jazz. Nel corso della sua lunga carriera, Rollins ha vinto numerosi Grammy Award® e nel 1981è stato eletto nella Jazz Hall of Fame.