Peterson, soprannominato "il Maharaja della tastiera" da Duke Ellington, aveva ricevuto una formazione classica fin da giovane, prima di innamorarsi del boogie-woogie e dello swing. Il suo spettacolare, debordante virtuosismo alla tastiera ha fatto sì che molto (troppo?) spesso venisse indicato come epigono del grande Art Tatum. In realtà Peterson, scoperto e portato al grande pubblico dall'impresario Norman Granz (poi fondatore dell'etichetta Verve, dove il pianista era di casa, realizzando album fondamentali) riuscì con naturalezza a codificare un linguaggio mainstream, che gli permetteva di trovarsi a proprio agio tanto con Louis Armstrong che con Charlie Parker - solo per citare due tra i tantissimi con cui il nostro ebbe la ventura di incidere. Il fulcro del suo fare musica era lo Oscar Peterson Trio, agli inizi nella formula piano-contrabbasso-chitarra lanciata da Nat "King" Cole con Ray Brown e Herb Ellis, mentre in seguito quest'ultimo verrà sostituito dal batterista Ed Thigpen. Peterson occasionalmente si cimentò anche in duo con altri colleghi, come Herbie Hancock e Count Basie. Insomma: nel corso della sua lunga carriera, Peterson ha suonato praticamente con tutti i maggiori cantanti e strumentisti, ed ha trasmesso le sue conoscenze anche nel ruolo, meno noto, di insegnante.