Prima di incidere a suo nome, Byrd si era fatto le ossa suonando con i Jazz Messengers di Art Blakey, John Coltrane, Sonny Rollins e molti altri. In anni successivi, suo lavoro con il gruppo The Blackbyrds contribuì a dare un fondamentale impulso allo stile jazz-funk e a far conoscere il genere ad un pubblico completamente digiuno. Il suo classico soul jazz "Black Byrd" (1973) rimane uno dei dischi più venduti nella storia dell'etichetta Blue Note. Byrd ebbe anche un impatto significativo come insegnante, tenendo corsi in numerose università e formando nuove generazioni di musicisti.